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compostIl nostro giardino produce in grande quantità una risorsa preziosa, naturale e gratuita. Sono i residui della tosatura del prato e le foglie secche, che insieme ad alcuni rifiuti domestici, possono trasformarsi in composta,  una fonte di sostanze organiche molto utili per arricchire il suolo in maniera ecologica: vediamo come sfruttarla al meglio.

Innanzitutto scegliamo il posto adatto per accumulare e lasciare decomporre la composta. L’ideale è un luogo riparato e ombroso: si può semplicemente ammucchiare il materiale raccolto in un luogo inutilizzato nel giardino, ma in questo modo il cumulo potrebbe non restare compatto e la sua parte più esterna tenderà ad asciugarsi. Meglio quindi utilizzare un contenitore, scelto fra quelli disponibili in commercio oppure di fabbricazione “casareccia”.

Si può ad esempio realizzare una gabbia quadrata di rete metallica alta circa 1,20 mt, sostenuta da quattro robusti paletti infissi nel terreno, meglio se con la parte anteriore rimovibile per estrarre la composta una volta pronta. Per mantenere meglio l’umidità, indispensabile perché funghi e batteri possano trasformare efficacemente il materiale organico, l’interno della gabbia può essere rivestito con carta di giornale e la sommità del mucchio si può coprire con tela di sacco o con un foglio di politene.

Moltissimi materiali possono essere utilizzati per la composta: foglie, erba, fiori e gambi avvizziti, ma anche bucce di patata, foglie di tè, gusci d’uovo e perfino fogli di giornale. L’importante è ricordarsi di non utilizzare materiale legnoso né vegetazione trattata con erbicidi, affetta da malattie o attaccata da insetti nocivi.

Dopo avere ben mescolato il tutto, sistemate nel contenitore uno strato alto circa 20cm e comprimetelo leggermente con il rastrello, poi cospargete con del solfato ammonico, nella misura di 15 g per ogni metro cubo. Continuate allo stesso modo fino al riempimento del contenitore e, se il mucchio dovesse asciugarsi, bagnatelo con il tubo da giardino. Con questo sistema non avrete bisogni di rivoltare la composta nei mesi successivi: il processo di decomposizione dovrebbe completarsi in circa sei mesi.

La composta “matura” si riconosce perché è soffice e di colore scuro: si può usare per la pacciamatura o in alternativa si può interrare durante la lavorazione del terreno, in autunno e in inverno, nella misura di kg 5 al metro cubo.


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