Orto all’aeroporto

24 novembre 2011 | Commenta

arch. Valentina Caiazzo
arch. Valentina Caiazzo

aeroporto di Berlino_TempelhofDi riconversioni edilizie si sente spesso parlare. Accade con luoghi di cultura, con cinema e anche con aree dimesse. Ma forse non tutti sanno che vale anche per gli aeroporti.

Accade a Berlino, dove il Tempelhof, pezzo importante della storia della Germania, ha definitivamente chiuso i battenti nel 2008, a causa dello scarso flusso di passeggeri. Qui gli edifici sono stati trasformati in centro culturale e fieristico, dove da qualche tempo si svolgono manifestazioni legate al mondo della moda e del design.

Ma non solo. Infatti, il leggendario aeroporto nazista, nato nei primi decenni del ‘900 e diventato il primo aeroporto moderno d’Europa grazie a Hitler, è stato trasformato anche in un mega orto urbano.
L’Allmende Kontor, così è stato chiamato, riprendendo il nome di una forma medievale di giardinaggio comunitario è un piccolo omaggio anche a quella fetta di libertà, in termini di cibo e di medicinali, che l’aeroporto permise di avere, mediante ponte aereo, durante il blocco sovietico nel 1948.

orto_urbano_BerlinoCon una concessione di tre anni, rinnovabile per altre tre, alcuni cittadini berlinesi nell’aprile scorso hanno dato vita a questo mega orto cittadino, trasformando in pochi mesi gli spazi esterni, in un vero e proprio appezzamento, libero e gratuito. Basta prendersi un piccolo spazio, battezzarlo anche con un nome volendo, e iniziare a coltivare.
Sono ormai più di 400 i cittadini che vi hanno aderito. Libertà nella coltivazione, dove l’unica regola è quella di evitare costruzioni permanenti.

Allora via libera ad alberi da frutto ed erbe aromatiche, insalatine e ortaggi vari.

orto urbano Berlino_2Ma Berlino e il suo aeroporto non sono l’unico esempio di orto urbano stravagante. Dalla definizione stessa di orto urbano traiamo lo spirito di un’azione del genere: approfittare di spazi inutilizzati, magari in abbandono, per portare e diffondere l’orticultura.

Come a Barcellona, dove c’è, oltre all’Akì me planto, anche l’Hortet del Forat, nel quartiere centrale de La Ribera: un orto comunitario, attivo da una decina d’anni, cioè da quando la zona divenne oggetto di intervento di un maxi  piano urbanistico con conseguenti demolizioni massicce.

www.tempelhoferfreiheit.de/homepage
lhortetdelforat.blogspot.com
www.allmende-kontor.de

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